Verifiche interesse culturale

Beni pubblici

Il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 (D.Lgs 42 2004), n. 42, recante il “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, introduce all’art. 12 il procedimento per la verifica dell’interesse culturale dei beni, opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre settanta anni, sia mobili che immobili (come da recente modifica applicata dalla L. 124/2017 art. 1 comma 175).

Al fine di sottoporre a verifica gli immobili di proprietà pubblica è necessaria la trasmissione di elenchi integrati da schede descrittive, che devono essere compilate e inoltrate in formato sia cartaceo che informatizzato (http://www.benitutelati.it/). In mancanza dell’espletamento della procedura di verifica dell’interesse culturale i beni rimangono comunque sottoposti alle disposizione del Codice.

Fino all’esito della verifica:

  • qualsiasi intervento edilizio è soggetto al rilascio di nulla osta da parte della Soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio (articolo 21 comma 4 del D.Lgs. 42/2004)
  • i beni sono inalienabili (articolo 54 e seguenti del D.Lgs. 42/2004)
  • non può essere attivata la procedura per l’eventuale erogazione di contributi da parte del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

 

Beni privati

Nel caso di cose appartenenti ai privati che abbiano i seguenti requisiti (ai sensi dell’art. 10 comma 5 del D. Lgs 42/2004):

  • che abbiano più di 70 anni o di autore non più vivente:
    • cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1” [art. 10 comma 3 lett. a) Codice beni culturali];
    • le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che non siano ricomprese fra quelle indicate al comma 2 e che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, ovvero per rilevanza artistica, storica, archeologica, numismatica o etnoantropologica, rivestano come complesso un eccezionale interesse” [art. 10 comma 3 lett. e) Codice beni culturali];
  •  che abbiano più di 50 anni o di autore non più vivente:
    • le cose, a chiunque appartenenti, che presentano un interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico eccezionale per l’integrità e la completezza del patrimonio culturale della Nazione” [art. 10 comma 3 lett. d-bis) Codice beni culturali];

si procede alla Dichiarazione di interesse culturale ai sensi dell’art. 13 del Codice dei beni culturali (D.Lgs 42 2004) che accerta la sussistenza dell’interesse culturale. La Soprintendenza avvia il procedimento per il riconoscimento dell’interesse culturale, anche su motivata richiesta della Regione e di ogni altro ente territoriale interessato e ne dà comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto (art. 14).

 

Provvedimento di tutela

In entrambi, se il procedimento si conclude positivamente, si emana un Provvedimento di tutela.

La Soprintendenza costruisce un elenco e una raccolta complessiva degli atti e dei documenti di studio, notifica e registrazione dei beni riconosciuti quali beni culturali vincolati e sottoposti alla tutela ai sensi del D.Lgs 22 gennaio 2004 , n. 42.  La consultazione dei provvedimenti di tutela è subordinata all’ottenimento dell’autorizzazione scritta da parte del dirigente della Soprintendenza e alla preventiva compilazione e sottoscrizione di modulo di richiesta, specificando dettagliatamente i motivi della richiesta stessa. L’Amministrazione tratterà i dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/2003

Il modulo dovrà essere inviato alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia tramite posta ordinaria, tramite e-mail all’indirizzo sabap-fvg@beniculturali.it oppure con consegna a mano negli orari di apertura degli uffici.

Decreto tempi procedimentali inferiori ai 90 giorni

Decreto tempi procedimentali superiori ai 90 giorni

 

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pagina aggiornata il 20.10.17