29 giugno 2020 – Il Rotary Club Trieste dopo un’articolata opera di restauro restituisce alla città un tesoro nascosto:il Propileo di San Giusto

Quello del propileo (in greco propylon) di San Giusto è un caso unico a Nord di Roma per l’eccezionale livello di conservazione “in alzato”, con basamento, colonne e attico che si presentano tuttora in situ, parzialmente “celate” nel Campanile della Cattedrale.

Si tratta di un edificio romano, databile intorno al 50 d.C., la cui funzione era quella di ingresso monumentale. Descritto alla fine del Seicento da Ireneo della Croce come arco trionfale, venne interpretato in seguito da Pietro Nobile e Pietro Kandler come tempio Capitolino della Tergeste romana. Gli scavi e le indagini degli anni Venti e Trenta del Novecento permisero poi una corretta ricostruzione della sua storia bimillenaria.

Il Rotary Club Trieste ha progettato e finanziato – con la collaborazione della Fondazione Casali – un’articolata opera di restauro alla quale si è affiancata anche la realizzazione di un nuovo percorso di visita all’interno della torre campanaria della cattedrale di San Giusto.

L’idea di concentrarsi su questo restauro ha iniziato a concretizzarsi a fine 2019. In tempi rapidissimi il Rotary ha presentato alla Soprintendenza Archeologia, bella arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia il progetto. I lavori sono partiti a gennaio 2020.

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia non si è limitata ad esercitare le proprie competenze per l’autorizzazione degli interventi, le cui modalità sono state peraltro oggetto di costante condivisione in numerosi incontri e sopralluoghi congiunti. I lavori sono stati infatti anche l’occasione per alcune puntuali verifiche archeologiche, affidate dalla Soprintendenza all’Impresa Malvestio Diego e C. di Concordia Sagittaria, che si è avvalsa di professionisti triestini, i quali – sotto la direzione del funzionario archeologo Paola Ventura – hanno riportato in evidenza, mediante sondaggi mirati, il piano di posa antico dell’avancorpo, costruendo inoltre la base per un rilievo strumentale del monumento: l’intento è di giungere ad una documentazione completa ed alla ricostruzione virtuale del Propileo, che potrà avere importanti ricadute sia scientifiche che per la restituzione e divulgazione al più vasto pubblico.

“La meritoria iniziativa del Rotary Club Trieste” – sottolinea la Soprintendente Simonetta Bonomi – “ha dato un contributo sostanziale alla valorizzazione di uno dei più importanti, e sicuramente del più affascinante, dei monumenti romani cittadini. Ora il Propileo finalmente risplende dopo decenni di oscurità e rivela non solo la sua imponenza ma anche la fitta stratificazione storica e architettonica di cui è il perno.”

“Il restauro e la restituzione alla città del propileo romano è un service di grande importanza culturale ed economica per la città tutta” ha dichiarato Francesco Granbassi, presidente del Rotary Club Trieste.

Il progetto si è anche avvalso della consulenza scientifica della professoressa Monika Verzár Bass, professore ordinario emerito in Archeologia e Storia dell’arte greca e romana, che ha diretto per molti anni la Scuola di Specializzazione in Archeologia, il Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali e il Corso di Laurea Specialistica in Archeologia dell’Ateneo triestino.

E affinché chiunque possa godere di tanta bellezza, l’intervento del Rotary Club Trieste si concluderà con l’installazione di una webcam sul colmo della torre campanaria, che diffonderà così l’immagine del capoluogo del Friuli Venezia Giulia in tutto il mondo.

Comunicato stampa Rotary – Propileo San Giusto Trieste

pagina aggiornata il 29.6.20