22 maggio 2019 - Straordinario ritrovamento di una presunta orma di dinosauro teropode

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La prima segnalazione del possibile ritrovamento di un’orma di dinosauro risale a circa un anno fa, quando il sig. Giuseppe Minatelli, socio del GrAPO (Gruppo Archeologico di Polcenigo), ha comunicato la sua scoperta secondo le disposizioni di legge in materia di ritrovamenti di resti archeologici o paleontologici al Sindaco e quindi alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.
È dunque iniziato il consueto iter di verifiche da effettuare nel caso di rinvenimento di beni culturali, che si è concluso con il sopralluogo dello scorso 29 marzo, quando il dott. Fabio Della Vecchia, Ispettore Onorario per la Paleontologia della Soprintendenza, nonché uno dei massimi esperti di fama nazionale in questo settore, ha potuto verificare di persona la presenza della depressione sul masso di calcare sul fianco sud-orientale dell’Altipiano del Cansiglio e ne ha preliminarmente studiato il contesto del ritrovamento.
Da quanto riportato nella sua relazione scientifica, pur considerando che la depressione è in parte corrosa, la tipologia della roccia calcarea collocabile cronologicamente nel Cretaceo inferiore (compreso tra circa 145 e 65 milioni di anni fa), la sua stratigrafia e il luogo di rinvenimento non sono in contrasto con l’interpretazione della struttura come un’orma di dinosauro. La roccia appartenente alla “Formazione del Calcare del Cellina”, si è costituita come deposizione carbonatica in una piana di marea -o piana tidale-, in cui la sedimentazione è controllata dal flusso e riflusso della marea, in un ambiente perciò favorevole alla conservazione delle orme fossili di vertebrati. Si tratterebbe quindi dell’impronta della zampa posteriore di un dinosauro teropode, animale carnivoro ad andatura bipede, con arti anteriori corti e posteriori grandi e robusti, a tre dita, e lunga coda.
A sostegno dell’identificazione con l’orma di dinosauro di Polcenigo, il prof. Fabio Della Vecchia precisa che nel 1994 fu individuato su un blocco di calcare del Porto Corsini di Ravenna un’impronta di terapode riferibile al Cretaceo inferiore e, in particolare, alla “Formazione del Calcare del Cellina”. Tra le diverse cave di estrazione di questo calcare presenti nella Pedemontana pordenonese lungo fascia ai piedi del Cansiglio solo la Cava di Sarone, nel Comune di Caneva, rifornì il Porto di Ravenna di blocchi della stessa formazione rocciosa per la costruzione dei moli. Per maggiori informazioni e dettagli su questa scoperta si rimanda all’articolo pubblicato nella Rivista italiana di Paleontologia e Stratigrafia.

Il Comune di Polcenigo ha inoltre avanzato una proposta per trovare una collocazione del masso e della presunta impronta, adatta ad una maggiore valorizzazione e fruizione da parte della cittadinanza, proposta che verrà adeguatamente vagliata dalla Soprintendenza.

pagina aggiornata il 03.6.19