Aree archeologiche – Descrizioni e orari

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Provincia di Pordenone

Pordenone, loc. Torre

Villa romana

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La messa in luce della villa si deve al conte Giuseppe di Ragogna che tra il 1950 e il 1952 scavò le strutture di parte di un vasto complesso residenziale-produttivo, collocato presso l’attuale corso del fiume Noncello, riccamente decorato con raffinati intonaci affrescati e marmi pregiati.

⇒ Villa romana di Torre di Pordenone (pdf)

Indirizzo: Via Vittorio Veneto, dentro il Parco comunale del Noncello (visualizza in Google Maps©)
Orario: area visibile dall’esterno; percorsi assistiti in gruppo il secondo e quarto sabato di ogni mese dalle 14.00 alle 16.00 (salvo condizioni meteo avverse)
 
Info: Museo Archeologico del Friuli Occidentale (tel. 0434-541433 – info@eupolis.info)

 

 

Provincia di Udine

Zuglio

Foro romano

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Nelle città romane il Foro rappresentava il luogo d’incontro della popolazione per le attività commerciali e politiche, l’amministrazione della giustizia, lo svolgimento di funzioni di carattere religioso e, in genere per i diversi momenti della vita sociale e aggregativa della comunità. I resti conservati sono databili entro il secondo secolo d.C., con il tempio verso l’estremità settentrionale e la basilica civile disposta a chiusura del lato meridionale. Al centro sono visibili i resti di alcuni edifici affacciati su uno spazio aperto, riferibili al Vicus tardo repubblicano. La basilica civile, di forma rettangolare, si articolava su due piani: quello inferiore, oggi superstite va identificato con un criptoportico aperto sulla strada che delimitava a oriente l’area monumentale; quello superiore era invece accessibile dalla piazza e dall’esterno del foro mediante una scalinata addossata al lato meridionale.

Indirizzo: via del Foro, 33020 Zuglio (visualizza in GoogleMaps©)
 

Orario: ogni venerdì 9.00-13.00 oppure su richiesta

 

Info: rivolgersi al Civico Museo Archeologico Iulium Carnicum (tel. 043392562; museo.zuglio@libero.it)

 

 

Provincia di Trieste

Duino Aurisina (TS) – loc. San Giovanni al Timavo

Chiesa di San Giovanni in Tuba

La chiesa costituisce un notevole esempio di stile gotico e fu costruita per volere dei conti di Walsee, signori di Duino, tra il 1399 e il 1472; l’edificio fu gravemente danneggiato durante le guerre mondiali e ricostruito alla fine degli anni Quaranta. La planimetria a navata unica è caratterizzata dall’abside poligonale, retta da robusti contrafforti a spiovente; in essa si aprono 5 finestre a doppia lunetta trilobata. Nello stesso suggestivo sito, in vicinanza delle risorgine del fiume Timavo, in precedenza si trovava un tempio pagano, di cui rimangono testimonianze epigrafiche, riutilizzate negli edifici successivi e tuttora visibili nell’area. Il luogo fu poi occupato da una basilica paleocristiana, i cui resti sono conservati nel presbiterio della chiesa attuale: si tratta di lacerti di mosaico del V secolo d.C. con elementi geometrici ottagonali, motivo ricorrente pure in analoghe strutture ad Aquileia e nel Battistero di Grado. Ad età paleocristiana e alto-medievale risalgono anche elementi di arredi in marmo visibili nella chiesa. Il toponimo “Tuba” deriva forse da tumba, in considerazione delle lapidi rinvenute presso il sito, o dal vocabolo latino tuba che designa un condotto naturale o artificiale delle acque, in relazione al vicino fiume sotterraneo.

Indirizzo: Duino Aurisina, località San Giovanni al Timavo (visualizza in Google Maps©)
 
Ingresso: gratuito
 
Orario: 10.30-16.30 (orario invernale); 9.00-19.00 (orario estivo)
 
 
 

Villa romana Parco Randaccio

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L’area archeologica si trova in prossimità delle risorgive del Timavo, all’interno del parco dell’acquedotto della città di Trieste “G. Randaccio”. L’edificio si estende sul fianco di un’altura carsica e si articola in ambienti disposti su tre livelli che ne seguono la pendenza. Lo scavo ha riportato alla luce la porzione settentrionale di una struttura residenziale (circa 1300 m2), di cui sono stati individuati 40 vani. L’ampiezza del complesso e la vicinanza con uno degli snodi viari più importanti della strada che da Aquileia si dirigeva a Tergeste hanno portato alla sua interpretazione come mansio, ovvero una delle stazioni di sosta collocate lungo le strade romane a distanza regolare, per il riposo dei viaggiatori e degli animali. Un apprestamento di questo genere è peraltro segnalato nella zona (il Lacus Timavi delle fonti) dalla Tabula Peutingeriana,che riproduce un itinerario dipinto risalente alla tarda antichità. La struttura è databile, nella sua prima fase, all’inizio del I sec. a.C. ed ha subito modifiche e ampliamenti fino al III-IV sec. d.C.. Particolarmente rilevante appare la fase augustea, in cui le stanze sono rivestite da mosaici bianchi e neri con motivi a crocette, a stelle, a losanghe, con mura merlate. Successivamente alcuni vani vengono dotati di riscaldamento a pavimento e a parete tramite intercapedini e tubi per il passaggio dell’aria riscaldata da una caldaia. All’ultima fase risale un rimaneggiamento dell’area con l’impianto di strutture di tipo produttivo.

Indirizzo: Duino Aurisina, loc. San Giovanni al Timavo (visualizza in Google Maps©)
 
Ingresso: gratuito
 
Orario: su richiesta

 

 

 

Duino Aurisina (TS) – Grotta V.G. 4024

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Sulle pendici del monte Ermada è visitabile una grotta carsica frequentata già dal Neolitico e adattata in età romana (dal II al V secolo d.C.) a luogo di culto del dio Mitra. Il mitraismo è una religione salvifica (ovvero basata sull’esistenza di una vita dell’individuo dopo la morte) di origine iranica ed è legata alla figura di un giovane che sacrifica un toro in onore del dio Sole: questa scena è rappresentata in due rilievi in calcare rinvenuti all’interno della grotta, assieme a un gran numero di monete e lucerne lasciate dai fedeli come offerte votive. Alcuni offerenti erano nominati in iscrizioni qui individuate di cui, come per i rilievi, sono esposti i calchi. È rilevante la collocazione del luogo di culto in vicinanza delle risorgive del fiume Timavo, dove in epoca romana si veneravano il corso d’acqua divinizzato, Diomede e Saturno, in relazione ai quali si ipotizza anche la presenza di un tempio presso l’attuale chiesa di S. Giovanni in Tuba.

 Indirizzo: Duino Aurisina – Grotta V.G. 4024 (visualizza in Google Maps©)
 
Ingresso: gratuito
 
Orario: ogni sabato dalle 10.00 alle 12.00 oppure su richiesta
 
ATTENZIONE: Il ritrovo è alle 9.45 alla Stazione della Guardia forestale di Duino (visualizza in Google Maps©).
 

 

 

Trieste (TS)

Antiquarium e acquedotto romano di Borgo San Sergioflagge-grossbritannien

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L’Antiquarium è allestito nel luogo in cui tra 1976 e 1977 sono stati rinvenuti i resti dell’acquedotto romano proveniente dalla Val Rosandra, uno dei tre che serviva la città romana di Tergeste, risalente al I sec. d.C.. Si conserva un tratto del condotto che originariamente correva interrato, con rivestimento interno in opus signinum che lo rendeva impermeabile; nell’Antiquarium sono visibili un segmento del canale ed uno dei cinque pozzetti di ispezione sulla volta della conduttura, nonché il materiale archeologico rinvenuto negli scavi. A monte dell’acquedotto sono stati individuati anche i resti di una villa romana.

Indirizzo: Trieste, via Donaggio 12 (visualizza in Google Maps©)
 
Ingresso: gratuito
 
Orario: ogni venerdì dalle 10.00 alle 12.00 oppure su richiesta

 

 

 

Antiquarium di Via di Donotaflagge-grossbritannien

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L’Antiquarium è costituito da una zona di scavi archeologici, realizzati tra 1980 e 1986 nella zona retrostante il Teatro Romano, e da uno spazio espositivo allestito presso la torre delle mura medievali. Una domus del I secolo d.C. venne riutilizzata, a partire dalla metà circa del II e fino al VI secolo, per finalità funerarie di rito pagano. Rilevante è la presenza di un recinto, che in una prima fase delimitava l’area di sepoltura: la balaustra è realizzata in lastre calcaree e rimangono le fondazioni di un monumento funerario collocato in prossimità della fronte, in posizione preminente verso la strada antica che è ricalcata dall’attuale via Donota. In seguito lo spazio interno e circostante fu sistematicamente utilizzato per l’inserimento di tombe a fossa, a cassa e in anfora (riservate inizialmente soprattutto ai bambini). Sono stati trovati anche elementi, quali una sorta di sedile in pietra, legati probabilmente al rito dell’epulum, un banchetto consumato presso la tomba in onore del defunto. Una saletta è dedicata ai materiali rinvenuti durante lo scavo della domus e del sepolcreto, nonché dell’abitazione individuata nella vicina piazza Barbacan, presso l’arco di Riccardo, risalente alla metà circa del I sec. d.C..

 Indirizzo: Trieste, via di Donota (visualizza in Google Maps©)
 
Ingresso: gratuito
 
Orario: ogni sabato dalle 10.00 alle 12.00 oppure su richiesta

 

 

 

Antiquarium di Via del Seminarioflagge-grossbritannien

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Nell’Antiquarium è visibile un tratto delle mura tardorepubblicane, volute da Ottaviano nel 33-32 a.C. per difendere la colonia di Tergeste, arroccata sulla sommità del colle di S. Giusto. Il paramento è attraversato alla base da un canale per il deflusso delle acque provenienti dal fianco dell’altura. All’inizio del II sec. d.C. le mura, ormai defunzionalizzate, servono da struttura di contenimento e di terrazzamento per gli edifici costruiti a monte: qui si vede una vasca pavimentata in cotto, probabilmente impiegata nella lavorazione dell’olio.

Indirizzo: Trieste, via del Seminario (visualizza in Google Maps©)
 
Ingresso: gratuito
 
Orario: ogni sabato dalle 10.00 alle 12.00 oppure su richiesta

 

 

 

 

Basilica Paleocristiana di via Madonna del Mareflagge-grossbritannien

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La Basilica Paleocristiana venne scoperta ed indagata nel 1963, nel corso di una risistemazione stradale. Si tratta di un edificio a croce latina con abside poligonale, costruito in due fasi, tra l’inizio del V e l’inizio del VI secolo. È notevole la pavimentazione a mosaico, che nella prima fase mostra decorazioni geometriche bianche e nere, nella seconda (posta a un livello di soli 6 cm più alto) si arricchisce di motivi policromi a pelta, a treccia a doppio capo, a rombi intersecati. Una peculiarità di questo tappeto musivo più recente è l’abbondanza di iscrizioni tracciate con le tessere nel pavimento stesso (visibili anche nei lacerti strappati dalla sede originaria e affissi sulle pareti dell’ingresso al sito): esse riportano i nomi e le professioni di quattordici benefattori, nonché la superficie di mosaico da loro donata alla comunità; tra di loro spiccano soggetti di rango senatoriale e personaggi legati all’economia locale, anche di origine orientale. La basilica era caratterizzata in antico dalla presenza delle ossa di uno o più martiri, di cui si ignora l’identità, il che la rendeva uno dei centri aggregativi più rilevanti della prima comunità cristiana tergestina.

Indirizzo: Trieste, via Madonna del Mare 11 (visualizza in Google Maps©)
 
Ingresso: gratuito
 
Orario: ogni mercoledì dalle 10 alle 12 e ogni prima domenica del mese / aperture anche su richiesta

 

 

 

Teatro Romanoflagge-grossbritannien

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Il Teatro romano è stato portato alla luce negli anni Trenta del secolo scorso, eliminando le case di epoca medievale che erano sorte sfruttando le sue murature. Restaurato e parzialmente ricostruito, mostra la cavea (gradinata per gli spettatori) che si appoggia al pendio del colle di S. Giusto, l’orchestra ai suoi piedi e parte della scaena, ovvero il palcoscenico con quinte decorate da nicchie in cui erano statue di membri della famiglia imperiale o personaggi notevoli della comunità urbana. Tra essi vi era Quinto Petronio Modesto, procuratore e flamine di Traiano, che all’inizio del II secolo contribuì al restauro del teatro, come si legge dal calco di due iscrizioni gemelle conservata presso l’area archeologica. La prima fase del teatro risale invece all’età augustea.

Indirizzo: Trieste, via Teatro Romano (visualizza in Google Maps©)
 
Ingresso: gratuito
 
Orario: apertura su richiesta

 

Materiale informativo aree archeologiche 

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pagina aggiornata il 22.8.17