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ACCESSO CIVICO

Art. 5, co. 1 e 2 del D. Lgs. 33/2013

Linee Guida FOIA – Det. 1309/2016

Registro degli accessi civici MiC

Il diritto di accesso

Il processo legislativo in materia di accessibilità continua ad evolversi rispondendo alle esigenze, sempre più estese, di trasparenza dell’azione pubblica, configurando diverse forme di accesso. I differenti sistemi di accesso dipendono da diversi ordini di legittimazione e grado di trasparenza. In particolare, la normativa vigente prevede:

  • Accesso ai documenti amministrativi ai sensi dell’art. 22 della legge n. 241/1990 e successive modificazioni ed integrazioni il cui iter procedimentale rimane invariato e può essere inoltrato da chi ha un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.
  • Accesso civico semplice, disciplinato dall’art. 5, comma 1, del decreto legislativo n. 33/2013 come modificato dall’art. 6 del d.lgs. n. 97/2016 avente ad oggetto “documenti, informazioni e dati” oggetto di pubblicazione obbligatoria che l’amministrazione abbia omesso di pubblicare, ed esercitabile da “chiunque”, a prescindere da un particolare requisito di qualificazione; esso consente a qualunque soggetto interessato di chiedere la pubblicazione di informazioni, documenti e dati sui siti istituzionali.
  • Accesso civico generalizzato disciplinato dall’art. 5, comma 2, del decreto legislativo n. 33/2013 come modificato dall’art. 6 del d.lgs. n. 97/2016. ”, avente ad oggetto dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni “ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione” ai sensi del d.lgs. n. 33 del 2013; anche in questo caso, la legittimazione è riconosciuta a “chiunque”, a prescindere da un particolare requisito di qualificazione. La richiesta deve consentire all’amministrazione di individuare il dato, il documento o l’informazione; pertanto saranno considerate inammissibili richieste generiche. Nel caso di richiesta relativa a un numero manifestamente irragionevole di documenti, tale da imporre un carico di lavoro in grado di compromettere il buon funzionamento dell’amministrazione, l’Istituto potrà ponderare, da un lato, l’interesse all’accesso ai documenti, dall’altro, l’interesse al buon andamento dell’attività amministrativa (Linee guida Agenzia nazionale anticorruzione-Anac su accesso civico generalizzato, paragrafo 4.2). L’esercizio di tale diritto deve svolgersi nel rispetto delle eccezioni e dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati giuridicamente rilevanti (articolo 5 bis del d. lgs. n. 33/2013).

COMMISSIONE DI SORVEGLIANZA SUGLI ARCHIVI

Le Commissioni di sorveglianza sugli archivi degli uffici periferici dello Stato sono istituite ai sensi dell’ art. 41, comma 5 del D. Lgs. 42/2004. La nomina e il funzionamento della Commissione, in carica per tre anni, è disciplinato dal Regolamento approvato con D.P.R. 8 gennaio 2001, n. 37.

Le Commissioni hanno il compito:
–    di vigilare sulla corretta tenuta degli archivi correnti e di deposito;
–    di collaborare alla definizione dei criteri di organizzazione, gestione e conservazione dei documenti;
–    di proporre gli scarti;
–    di curare i versamenti di documenti ai competenti Archivi di Stato;
–    di identificare gli atti di natura riservata.

Decreto di nomina rep. n. 35 dd 30/09/2019

Ultima modifica: 9 Luglio 2021